Sindrome di Barth o Aciduria 3-metilglutaconica, tipo 2

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Sindrome di Barth o Aciduria 3-metilglutaconica, tipo 2

Messaggio Da Alessia Massaccesi il Mer 17 Dic 2014 - 21:44

Sindrome di Barth o Aciduria 3-metilglutaconica, tipo 2
Sinonimi: BTHS; MGA2; Miopatia cardioscheletrica - neutropenia; Miopatia cardioscheletrica con neutropenia e difetti mitocondriali; Miopatia cardioscheletrica e neutropenia, legata all'X
La sindrome di Barth (BTHS) è un difetto congenito del metabolismo dei fosfolipidi con cardiomiopatia dilatativa (DCM), miopatia scheletrica, neutropenia, ritardo della crescita e aciduria organica.

La prevalenza è stimata in 1/454.000 e l'incidenza tra 1/140.000 (Sud-Est dell'Inghilterra, Galles meridionale) e 1/300.000-1/400.000 nati vivi (USA). La BTHS colpisce i maschi.

Quadro clinico
Il quadro clinico è estremamente variabile

La maggior parte dei pazienti sviluppa la DCM nella prima decade di vita, in genere durante il primo anno, e la malattia può essere accompagnata da fibroelastosi endocardica (EFE) e/o non compattazione del ventricolo sinistro (LVNC)

Può esordire in utero, causando insufficienza cardiaca, idrope fetale, aborto o mortalità perinatale durante il secondo/terzo trimestre di gravidanza. 

L'aritmia ventricolare, in particolare durante l'adolescenza, può provocare morte cardiaca improvvisa. È presente un rischio elevato di ictus

La miopatia scheletrica (in genere prossimale) causa ritardo delle tappe dello sviluppo motorio, ipotonia, letargia grave o intolleranza all'esercizio. Nel periodo neonatale i pazienti tendono a sviluppare ipoglicemia.

Il 90% dei pazienti mostra neutropenia persistente o intermittente lieve-grave con rischio di setticemia, sepsi batterica grave, ulcere alla bocca e gengive doloranti. Possono essere presenti acidosi lattica e lieve anemia

I pazienti di solito presentano ritardo della pubertà e della crescita fino attorno ai 20 anni, quando si verifica spesso un'accelerazione della crescita (growth spurt). 

I pazienti hanno anche forti difficoltà nell'assumere un quantitativo adeguato di alimenti. È comune la diarrea episodica. La maggior parte dei pazienti ha una facies caratteristica con guance piene, occhi incavati e orecchie prominenti.

Cause
La BHTS è dovuta alle mutazioni del gene TAZ
 (tafazzina; Xq28), che codifica per la Taz1p aciltransferasi coinvolta nel metabolismo della cardiopilina, un fosfolipide essenziale nelle membrane mitocondriali interne. 

Il deficit della funzione di Taz1p provoca anomalie nel rimodellamento della cardiolipina, che comprometteono la funzione delle catene respiratorie e delle strutture mitocondriali.

Diagnosi
La diagnosi si basa sullo screening metabolico delle urine, che mostra un aumento della secrezione degli acidi organici (in genere, acido 3-metilglutaconico - 3-MGCA), seguito dal sequenziamento del gene TAZ. Tuttavia, la secrezione di 3-MGC può essere normale anche nei casi gravi. 

Il test diagnostico di elezione è l'analisi del rapporto monolisocardiolipina (MLCL)/cardiolipina (CL) nel sangue, nei tessuti, nei fibroblasti o nei campioni di sangue neonatale conservato.

La diagnosi differenziale si pone con la cardiomiopatia nutrizionale e dilatativa ereditaria e la neutropenia ciclica/idiopatica.

È possibile la diagnosi prenatale (biopsia dei villi coriali e/o amniocentesi) nelle famiglie in cui la mutazione è nota.

Trasmissione
La trasmissione è recessiva legata all'X. Il figlio di una donna portatrice presenta un rischio del 50% di ereditare la mutazione e sviluppare la malattia, mentre la figlia ha una probabilità del 50% di essere portatrice. Tutte le figlie di un paziente maschio sono portatrici, mentre nessun figlio maschio è affetto.

Trattamento
Il trattamento è sintomatico e multidisciplinare. 

L'insufficienza cardiaca è trattata con i farmaci convenzionali o mediante trapianto cardiaco, se il paziente è refrattario ai farmaci. 

Il rischio di sepsi batterica in caso di neutropenia intermittente può essere ridotto usando antibiotici profilattici e/o, di tanto in tanto, il fattore stimolante le colonie granulocitarie (G-CSF). I problemi alimentari possono essere trattati mediante alimentazione nasogastrica o con gastrostomia.

La prognosi è migliorata con la diagnosi precoce e con i progressi nel trattamento e nella presa in carico. I pazienti raggiungono i 40 anni e si ritiene che possano raggiungere un'età anche più avanzata.

http://www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?lng=IT&Expert=111

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Alessia Massaccesi

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