Emicrania, forma più comune di mal di testa

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Emicrania, forma più comune di mal di testa

Messaggio Da Alessia Massaccesi il Dom 8 Set 2013 - 13:33

Emicrania
L'emicrania è una delle forme più comuni di mal di testa. Di solito, viene descritta come un dolore intenso di tipo pulsante, che tende a sorgere lentamente nella parte anteriore o su un lato della testa. attacco emicranico, l'area in cui è localizzato il dolore può cambiare posizione e aumentare progressivamente di intensità

In un secondo momento, il dolore si associa ad una sensazione di pulsazione grave, che finisce con il coinvolgere la regione frontale (fronte e tempie).

Sintomi
L'emicrania si manifesta con attacchi ricorrenti, che si presentano con una frequenza molto variabile: da pochi episodi in un anno a 2-3 crisi alla settimana

L'attacco emicranico può durare alcune ore o, nei casi più gravi, qualche giorno

Alcune persone presentano anche altri sintomi, come nausea e sensibilità alla luce

Questa forma di cefalea primaria è più comune nel sesso femminile, può interessare tutte le fasce d'età e sembra riconoscere una predisposizione familiare

Anche se l'emicrania può compromettere seriamente la qualità della vita, per fortuna sono disponibili trattamenti e metodi efficaci per la gestione del disturbo, che possono prevenire e limitare i disagi.

Profilo clinico emicrania con e senza aura
L'emicrania descrive un gruppo di cefalee accomunate da dolore localizzato alla testa, che si caratterizza per:

  • Unilateralità: il dolore tende ad interessare solo un lato della testa, ma non mancano i casi bilaterali;
  • Dolore pulsante e intenso, tale da ridurre o impedire la normale attività quotidiana;
  • Tendenza a peggiorare con il movimento (a differenza della cefalea tensiva che ne trae beneficio).

Tipologie
Si riconoscono diversi sottotipi di emicrania, ma le due forme più comuni sono rappresentate dall'emicrania senz'aura e dall'emicrania con aura.

L'aura definisce un insieme di sintomi reversibili di tipo neurologico, caratterizzati da uno scotoma scintillante, un disturbo della vista che precede un attacco di emicrania, molto probabilmente dovuto ad un'onda di depressione corticale

L'emicrania con aura si presenta quindi con dei segnali di avvertimento, che precedono gradualmente (di 10 - 30 minuti) o accompagnano l'attacco di mal di testa vero e proprio

Le manifestazioni più comuni che si associano all'aura sono sintomi visivi completamente reversibili: piccoli abbagliamenti (simili a quelli riscontrati dopo aver fissato a lungo una fonte di luce), flash scintillanti di forma geometrica, perdita della vista in un'area limitata dell'occhio, oscuramento e annebbiamento del campo visivo

Occasionalmente, durante l'attacco di cefalea con aura, possono comparire anche sintomi come disturbi del linguaggio reversibili (da intendersi come difficoltà di esprimersi), rigidità del collo o delle spalle, sensazione di formicolio e intorpidimento o difficoltà nei movimenti di un'estremità.

In una particolare forma - detta aura emicranica senza cefalea e conosciuta anche come emicrania silenziosa - insorgono i sintomi tipici dell'aura ma manca la successiva insorgenza della crisi emicranica.

Sintomi che accompagnano l'emicrania
L'emicrania è un disordine complesso, caratterizzato da una grande variabilità clinica e secondario a diversi fattori scatenanti.
L'attacco emicranico viene definito per la presenza di almeno due delle seguenti caratteristiche:

  • Localizzazione unilaterale (a volte, bilaterale);
  • Qualità pulsante;
  • Intensità media o forte;
  • Aggravata da attività fisiche routinarie (o limitante queste prestazioni). 

Le condizioni comunemente associate all'emicrania sono:

  • Nausea: si può avvertire in associazione ad una condizione di malessere generale e può essere seguita da vomito;
  • Aumento della sensibilità: si può avvertire fotofobia (sensibilità alla luce), fonofobia (sensibilità al suono) e/o osmofobia (sensibilità agli odori). Per questo motivo, molte persone soggette ad emicrania preferiscono riposare in una stanza buia e silenziosa.

Altri sintomi possono verificarsi anche durante un attacco di emicrania. Questi includono:

  • Diminuzione del livello di concentrazione;
  • Sudorazione;
  • Brividi e pallore;
  • Dolore addominale (che può associarsi a diarrea);
  • Frequente bisogno di urinare.


Talvolta, gli attacchi di emicrania sono anticipati da una serie di sintomi che si presentano con regolarità prima di ogni crisi; questi disturbi in termini medici vengono definiti sintomi prodromici: stanchezza, sonnolenza, irritabilità e tendenza a cambiare umore

Non tutti i pazienti sperimentano questi sintomi quando si verifica un attacco di emicrania e, di solito, non occorrono tutti in una sola volta: gli attacchi si presentano con frequenza, durata ed intensità estremamente variabili da persona a persona. 

I sintomi che accompagnano l'emicrania tendono a scomparire spontaneamente, con la risoluzione del mal di testa, e possono durare dalle 4 ore alle 72 ore, se non trattati o gestiti con successo. 

Quando l'emicrania senza aura si verifica per almeno 15 giorni al mese, per un periodo di almeno 3 mesi, viene definita cronica.

Sintomi dell'aura
Circa un terzo delle persone con emicrania presenta sintomi reversibili di tipo neurologico, che compaiono prima che si verifichi l'emicrania. 
I sintomi dell'aura di solito iniziano da 15 minuti ad un'ora prima dell'insorgere del mal di testa. Questi includono:

  • Problemi visivi reversibili: si possono vedere le luci tremolanti, linee in bianco e nero o colorate, motivi a zig-zag sparsi ai lati del campo visivo, figure sfocate o macchie cieche. I disturbi della visione spesso si identificano con uno scotoma scintillante, cioè un'alterazione parziale del campo visivo, che può interferire con la capacità di una persona di leggere o guidare;
  • Sintomi sensitiviipoestesia (diminuzione della sensibilità e della relativa risposta ad un determinato stimolo), rigidità o una sensazione di formicolio come punture di spilli e aghi su collo, spalle o arti;
  • Problemi di coordinamento: il paziente colpito da un attacco di emicrania con aura può sentirsi disorientato o avvertire una mancanza di equilibrio;
  • Difficoltà a parlare (reversibile);
  • Perdita di coscienza: solo in casi molto rari.

Fasi dell'emicrania
Durante un tipico attacco di emicrania si riconoscono diverse fasi distinte, anche se il paziente può non attraversarle tutte necessariamente:

  • Fase prodromica: si verifica ore o giorni prima che insorga il mal di testa;
  • Fasi e Sintomi dell'Emicrania - Cause di Emicrania
    Aura: precede immediatamente l'emicrania;
  • Fasi e Sintomi dell'Emicrania - Cause di Emicrania
    Fase di dolore: corrisponde alla fase di mal di testa acuto;
  • Fasi e Sintomi dell'Emicrania - Cause di Emicrania
    Fase di risoluzione (o di recupero): comprende i sintomi ed i disturbi sperimentati dopo la fine di un attacco di emicrania.


Fase prodromica 
I sintomi prodromici si verificano in circa il 60% dei soggetti colpiti da emicrania; tipicamente, questi sintomi fanno il loro esordio diverse ore o giorni prima dell'inizio del dolore o dell'aura.
La fase prodromica può includere una vasta gamma di fenomeni tra cui: alterazioni dell'umore, irritabilità, depressione o euforia, stanchezza, desiderio di alcuni alimenti, rigidità muscolare (soprattutto nel collo), stitichezza o diarrea e sensibilità agli odori o rumori. La fase prodromica può verificarsi nell'emicrania con o senza aura.

Aura
Alcune persone sperimentano fenomeni neurologici transitori di carattere visivo, motorio o sensitivo (aura), che appaiono gradualmente poco prima che inizi la fase dolorosa e possono continuare anche durante l'attacco emicranico. Questa fase normalmente può durare da 15 minuti a un'ora. Solo raramente l'aura può comparire senza che ad essa faccia seguito il mal di testa; tale condizione è nota come emicrania silenziosa.

Fase di dolore (emicrania vera e propria)
L'emicrania si presenta, di solito, con un dolore unilaterale, intenso e pulsante. In alcuni casi, però, il mal di testa può essere bilaterale (particolarmente frequente in chi soffre di emicrania senza aura) e può essere associato a dolore al collo

Meno comunemente il dolore può verificarsi soprattutto nella parte posteriore o superiore della testa

Il dolore di solito dura da 4 a 72 ore negli adulti, mentre nei bambini dura spesso meno di un'ora.
Almeno una delle seguenti condizioni si associa generalmente alla comparsa del dolore: nausea o vomito, stanchezza, irritabilità, estrema sensibilità a luce, odori e suoni
In genere in questa fase, compare anche una serie di altri sintomi, tra cui: visione offuscata, naso chiuso, diarrea, minzione frequente, pallore, sudorazione, rigidità del collo ecc.

La frequenza degli attacchi è variabile: alcuni soggetti soffrono spesso di emicrania, che li affligge più volte alla settimana, mentre altre persone sperimentano un solo episodio emicranico di tanto in tanto.

Fase di risoluzione e recupero
La maggior parte degli attacchi svanisce gradualmente in modo spontaneo

Il riposo, spesso, contribuisce ad alleviare i sintomi

Gli effetti dell'emicrania possono tuttavia persistere per alcuni giorni dopo la risoluzione dell'attacco emicranico

In questa fase possono verificarsi difficoltà cognitive, sintomi gastrointestinali, cambiamenti di umore,sensazioni di esaurimento e di debolezza. In particolare, alcune persone si sentono insolitamente euforiche dopo un attacco, mentre altre evidenziano una condizione di depressione e di malessere generale.

Cause possibili di emicrania
Le cause all'origine dell'emicrania non sono ancora state definite con esattezza. Si ritiene che l'eziologia possa essere connessa all'intervento di diversi fattori ambientali,biologici e genetici

Inoltre, alcune condizioni psicologiche sono tipicamente associate all'emicrania, tra cui la depressione e l'ansia.

Nel tempo si sono formulate diverse ipotesi:

  • La teoria principale è legata all'alterazione del sistema di regolazione del dolore, connessa ad una maggiore eccitabilità della corteccia cerebrale (parte più esterna del cervello) e al mal funzionamento di una zona del tronco encefalico preposta al controllo degli stimoli dolorosi. L'effetto di questo meccanismo prevede il conseguente coinvolgimento delle fibre nervose del trigemino (una delle principali vie nervose coinvolte nella propagazione del dolore nel cranio);
  • La fluttuazione dei livelli ormonali può svolgere un ruolo importante: alcune donne segnalano di soffrire di emicrania da due giorni prima a tre giorni dopo la comparsa del flusso mestruale, periodo che corrisponde alla diminuzione del livello di estrogeni. Anche lo squilibrio di alcuni messaggeri chimici, come le endorfine e la serotonina, che agiscono da analgesici naturali, potrebbe essere una causa di emicrania. Infatti, questi neurotrasmettitori contribuiscono a contrastare gli stimoli dolorosi, svolgendo un'azione sul sistema antinoricettivo. Durante l'emicrania, le fluttuazioni ormonali e/o gli stimoli neurochimici possono determinare una stimolazione esagerata dei nervi sensoriali (in particolare, delle fibre nervose del trigemino) che circondano i vasi sanguigni della testa e del collo; ciò indurrebbe il restringimento del calibro dei vasi sanguigni, con una conseguente riduzione nell'apporto di sangue in particolari aree cerebrali. L'effetto fisiologico così determinato può giustificare la comparsa dei sintomi dell'aura. La successiva dilatazione dei vasi sanguigni può causare la sensazione vera e propria di dolore alla testa. Il meccanismo con cui i neurotrasmettitori e gli ormoni partecipano nell'insorgenza dell'emicrania non è ancora del tutto chiaro;
  • Secondo un'ulteriore ipotesi, l'emicrania potrebbe essere il risultato di una predisposizione costituzionale ereditaria a reagire a stimoli esterni ed interni. Come conseguenza, il cervello scatena l'attacco emicranico in soggetti geneticamente predisposti. In particolare, le emicranie sembrerebbero rispettare una tendenza ad essere trasmesse all'interno della stessa famiglia (in circa i due terzi dei casi) e sarebbero connesse alla presenza di un certo numero di varianti geniche specifiche, che aumentano il rischio che il disturbo si presenti.


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