Personalità Antisociale, precedentemente denominata personalità psicopatica o sociopatica

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Personalità Antisociale, precedentemente denominata personalità psicopatica o sociopatica

Messaggio Da Alessia Massaccesi il Mar 11 Mar 2014 - 17:40

Personalità Antisociale, precedentemente denominata personalità psicopatica o sociopatica
Disturbo di personalità

I soggetti con personalità antisociale, la maggior parte dei quali sono maschi, mostrano sistematiche e croniche negligenze per i diritti e le sensibilità altrui. La disonestà e la frode pervadono i loro rapporti sociali

Sfruttano gli altri per ottenere vantaggi materiali o soddisfazione personale (differiscono dai soggetti narcisisti, che sfruttano le altre persone reputando giustificate tali azioni in virtù della loro presunta superiorità)

Tipicamente, la persone con una personalità antisociale sono impulsive ed irresponsabili. Tollerano male la frustrazione e, non di rado, sono ostili o violente. Spesso non prevedono le conseguenze negative dei loro comportamenti antisociali e, malgrado i problemi o i danni che causano agli altri, non provano rimorso o colpa. Piuttosto, razionalizzano il loro comportamento o danno la colpa agli altri per ciò che hanno fatto. 

La frustrazione e la punizione non risultano sufficienti a motivarli a modificare i loro comportamenti e tendono a non migliorare il loro giudizio o la disponibilità ad anticipare le conseguenze negative delle proprie azioni ma, piuttosto, tendono a confermare la propria visione fortemente insensibile del mondo.

Le persone con una personalità antisociale sono inclini all'alcolismo, all'abuso di sostanze, alle perversioni sessuali, alla promiscuità e, facilmente, finiscono in carcere. 

Molto spesso falliscono nel lavoro o cambiano spesso attività in maniera imprevedibile e irresponsabile. 

Spesso hanno una storia familiare di comportamento antisociale, di abuso di sostanze, divorzi e abuso fisico. 

Da bambini, spesso sono stati trascurati emozionalmente e/o fisicamente abusati. 

La gente con una personalità antisociale presentano una speranza di vita significativamente più breve rispetto alla popolazione generale. Il disturbo tende a diminuire con l'età.

Diagnosi
Uno specialista basa la diagnosi di disturbo di personalità sulla storia evolutiva della persona, ricercando modelli di pensiero e di comportamento ripetitivi e disadattivi

Queste regolarità tendono a diventare apparenti dal momento che la persona resiste tenacemente a cambiarle malgrado le loro conseguenze negative

Lo psicoterapeuta può anche interpellare le persone che interagiscono di solito con il paziente.

Trattamento
I sintomi di ansia e depressione e gli altri sintomi emotivi costituiscono il primo obiettivo del trattamento. La terapia farmacologica può essere spesso d’aiuto. I farmaci quali gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) possono ridurre sia la depressione che l’impulsività. 

I farmaci anticonvulsivi possono contribuire a ridurre gli accessi d’ira e le condotte impulsive. 

Il Risperidone si è rivelato utile sia con la depressione che con la depersonalizzazione caratterizzanti il disturbo borderline di personalità.

Tuttavia, la terapia farmacologica non interviene sulle caratteristiche di personalità. Poiché questi tratti si sviluppano nell'arco di molti anni, il trattamento delle caratteristiche disadattive di personalità richiede tempi prolungati

Anche se il trattamento differisce a secondo del tipo di disturbo di personalità, alcuni principi generali si applicano a tutti i trattamenti

Poiché le persone con un disturbo di personalità non ritengono che il proprio comportamento sia problematico, devono essere sistematicamente confrontate con le conseguenze negative dei loro pensieri e comportamenti disfunzionali. Per cui, il terapeuta deve segnalare ripetutamente le conseguenze indesiderabili del loro modo di funzionare utilizzando, quando possibile, gli episodi che si verificano nella relazione tra terapeuta e paziente.

La partecipazione dei membri della famiglia al trattamento è spesso utile quando non essenziale perché questi, senza volerlo, possono comportarsi in modo tale da rinforzare i pensieri e i comportamenti problematici del paziente.

http://www.apc.it/disturbi-psicologici/personalita-antisociale-cluster-b

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